Blurrr I

strane sinestetiche playlists
oppure specie di rebus
o anche consigli per gli acquisti

 

1.

L’interno urbano su cui si affaccia il terrazzo chiama il sole dalle 11.15 alle 14 CET circa        significa colazione in felpino e pranzo a petto nudo     sotto l’ombrello vecchio schermitore del famoso ano solare         l’arancione tenue del civico successivo di piazza di porta C.one e il terso pantone cielo si corteggiano come il colore delle loro voci nella progressione e Calasso non era tra il pubblico ma è comunque compiaciuto che l’orrendo banchetto di Crono risuoni da magnifica pop-song quasi d’amore

è lungo il post-pranzo sull’amaca e profuma di soddisfazione                      passare la quarantena in una casa incastonata nei boschi del Vermont a guardare la forma delle cose che saranno per cui è difficile ma comunque consigliabile non farsi aspettative.

 

 

 

 

[Il blurrring con tre erre è la parola che mi sono inventato io per dare un nome al metodo con cui mi piace creare, immaginare, disegnare e scrivere i progetti. Se volessi, come non voglio, dare a questo metodo una forma diaristica per non perdere gli spunti che mi si presentano, casualmente o meno, nella quotidianità, farei una rubrica chiamata BLURRR sul sito di Zoopalco in cui postare, di tanto in tanto, degli ipertesti di segnalibri. Collegati tra loro in modo assolutamente arbitrario, coi soli filtri della mia psiche e del mio scrivere. –7OI- ]

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